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Nasce in Borgo Savaian il Passito di Cormòns



Non dal delicato, secco, accattivante, giovane, con lievi note organolettiche di mandorla amara, dovrebbe guardarsi il Tokaji ungherese.
Ben altra è la concorrenza!
Senza scomodare i Sauternes francesi, gli Eiswein del Reno, la Malvasia delle Lipari, il Vin Santo Toscano ed i DOCG ("denominati e garantiti") di casa nostra Ramandolo e Picolit, anche il Verduzzo (friulano) cormonese non si nega a potenzialità che, con la pratica dell'appassimento, ne sublimano la qualità.
In tale caso non si parla di un vino qualsiasi, dolcificato con mosto concentrato (legalmente) o zucchero di barbabietola o canna (frode da codice penale..) bensì di una tecnica che esclude la chimica e si basa su un semplice procedimento fisico in locali termocondizionati e ventilati quanto basta.
Ovviamente ci vuole manico per gestire uve già raccolte tardivamente, poste in cassette per uno-due mesi e quotidianamente "coccolate" per evitare contaminazioni e sovrapposizione di grappoli.
E qui grammatica e pratica si fondono nel sapiente lavoro dell'enologo , che sa ben distinguere i sottili confini fra la "Muffa nobile" e le patologie similari meno blasonate, funzionali ad aceti ed odori sgraditi.
Giovane protagonista di questa suggestiva scuola cormonese è Stefano Bastiani che a Borgo Savaian, insieme a papà Mario, mamma Marinella, alla sorella (dottoressa in enologia e laboratorista) Rosanna, sotto l'occhio vigile di nonna Nella, ha ristrutturato le vigne e poi la cantina, un mix di pregi estetici e funzionalità - a cento metri dall'Università di Udine, Corso di Enologia - nel cui ambito è stata ricavata una sala d'appassimento che rappresenta il fiore all'occhiello aziendale.
Creatività, entusiasmo e professionalità: tutta qui la ricetta di Stefano, le cui attenzioni, dopo il Verduzzo, si sono ampliate pure al Merlot (in questo caso si parla di oltre un mese di appassimento ed altrettanto di macerazione mosto/vinacce!!) e sono state presentate in anteprima, nei giorni scorsi a Giulio Colomba, lider maximo di Slow Food, movimento internazionale da sempre attento alle tipicità ed alla valorizzazione dei piccoli vignaioli, che ha avuto per il giovane enologo parole di sincero apprezzamento.
Un bel personaggio e soprattutto due grandi prodotti; ne sentiremo parlare a lungo in un prossimo futuro.

claudiofabbro@tin.it

Nelle foto di Claudio Fabbro:
Stefano Bastiani nella sala d'appassimento
Stefano con Giulio Colomba nella cantina d'affinamento
Stefano e mamma Marinella al Vinitaly di Verona








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